Una nuova ondata di allarmi bomba sta colpendo il traffico aereo in Europa, causando deviazioni di rotta, interventi dell'aviazione militare e controlli straordinari negli aeroporti. Giovedì 5 novembre, un Airbus A320 della compagnia irlandese Aer Lingus, partito da Dublino alle 6.25 e diretto a Roma-Fiumicino, è stato dirottato verso la base aerea francese di Évreux, in Normandia, dopo una segnalazione su una possibile bomba a bordo. La notizia è stata confermata dal governo francese all'emittente Bfmtv, mentre le autorità militari hanno inviato caccia per scortare l'aereo durante la deviazione.
L'episodio si inserisce in una serie di segnalazioni simili che, in pochi giorni, hanno coinvolto diversi voli in partenza o diretti verso vari aeroporti europei. Nella stessa mattinata, sono stati attivati protocolli di sicurezza anche per un volo Finnair da Helsinki diretto a Fiumicino e per un Airbus A321 di Wizz Air partito da Milano Malpensa verso Varsavia, poi dirottato a Vienna. Le autorità aeroportuali e la polizia stanno effettuando le verifiche necessarie per escludere la presenza di materiali pericolosi, mentre resta da chiarire l'origine delle segnalazioni.
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L'aereo della compagnia Aer Lingus era decollato da Dublino nelle prime ore del mattino per raggiungere Roma, ma durante il sorvolo dello spazio aereo francese è scattato l'allarme. Secondo le autorità di Parigi, la segnalazione riguardava una possibile minaccia esplosiva a bordo, rendendo necessario modificare il piano di volo e dirigere l'Airbus A320 verso una base militare anziché proseguire per l'aeroporto di Fiumicino.
La traiettoria del volo, visibile tramite il servizio di monitoraggio Flightradar, mostra che l'aereo ha invertito la rotta sopra il dipartimento dell'Essonne, a sud di Parigi. Dopo aver effettuato diversi circuiti in volo, l'aereo si è diretto inizialmente a nord, per poi cambiare nuovamente direzione e raggiungere la base aerea di Évreux, in Normandia. Le manovre si sono svolte mentre venivano coordinate le procedure di sicurezza necessarie per gestire la situazione e consentire l'intervento delle autorità competenti.
L'aviazione militare francese ha confermato di aver fatto decollare i propri caccia «per intercettare l'aereo di linea a causa di un sospetto allarme bomba», precisando successivamente che «l'aereo è stato dirottato e scortato su Evreux». La decisione di accompagnare il velivolo con aerei militari rientra nelle misure adottate quando una minaccia potenzialmente grave interessa un volo civile. Al momento delle prime comunicazioni non erano stati diffusi elementi che confermassero la presenza di un ordigno, mentre la deviazione è stata disposta per permettere gli accertamenti in condizioni di sicurezza.
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L'allerta ha coinvolto anche l'aeroporto di Roma-Fiumicino, dove un aereo della compagnia Finnair proveniente da Helsinki è atterrato regolarmente intorno alle 9.30, scortato da caccia dell'Aeronautica Militare italiana. Anche in questo caso l'intervento è stato determinato da segnalazioni anonime su una presunta bomba a bordo, che hanno richiesto l'attivazione delle procedure di emergenza di sicurezza aeroportuale.
Secondo fonti aeroportuali, dopo l'arrivo del velivolo sono state avviate le operazioni di bonifica da parte degli artificieri della Polizia, incaricati di effettuare le verifiche necessarie sull'aereo. I controlli, ancora in corso al momento delle prime informazioni, sono stati predisposti per accertare l'eventuale presenza di materiali sospetti e garantire la sicurezza delle persone coinvolte. L'atterraggio si è svolto senza deviazioni dalla destinazione prevista, ma con un dispositivo di protezione rafforzato e il coinvolgimento delle autorità militari.
La segnalazione relativa al volo Finnair si è aggiunta a quella riguardante l'Airbus di Aer Lingus, anch'esso diretto a Fiumicino. In quest'ultimo caso, tuttavia, il comandante ha scelto di non proseguire verso l'Italia e di dirigersi verso l'aeroporto militare francese di Évreux, dove avrebbero potuto essere effettuati i controlli necessari. La gestione dei due episodi evidenzia come le procedure possano prevedere soluzioni operative diverse a seconda della posizione del velivolo, delle informazioni disponibili e delle valutazioni delle autorità responsabili della sicurezza del volo.
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Un terzo allarme bomba ha coinvolto nella stessa mattinata un Airbus A321 della compagnia Wizz Air, partito alle 7 dall'aeroporto di Milano Malpensa Silvio Berlusconi e diretto a Varsavia. Durante il volo è arrivata una segnalazione su una possibile minaccia esplosiva, che ha portato alla decisione di interrompere la rotta originaria e dirigersi verso l'aeroporto di Vienna, dove il velivolo è successivamente atterrato.
La compagnia aerea ha confermato che la deviazione è stata disposta «a seguito di una minaccia di bomba ricevuta durante il volo», chiarendo così le ragioni della modifica del programma di viaggio. Anche in questa circostanza l'allarme ha determinato l'applicazione delle procedure di sicurezza previste per i voli interessati da segnalazioni potenzialmente pericolose, con il coinvolgimento delle autorità competenti per le verifiche successive all'atterraggio.
La contemporaneità degli episodi ha richiamato l'attenzione sulla serie di minacce che stanno colpendo il trasporto aereo europeo. Le segnalazioni riguardano compagnie diverse e voli internazionali che attraversano più spazi aerei nazionali, rendendo necessario il coordinamento tra operatori aeroportuali, controllori del traffico aereo, forze di polizia e strutture militari. Non sono tuttavia emersi, dalle informazioni disponibili, elementi sufficienti per stabilire se gli allarmi della mattinata siano collegati tra loro o riconducibili a un'unica origine.
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Gli episodi del 5 novembre seguono una serie di allarmi bomba che aveva già colpito il traffico aereo europeo martedì. Secondo le autorità dei Paesi coinvolti, circa dieci voli erano stati oggetto di segnalazioni sospette, con conseguenti controlli di sicurezza, deviazioni e temporanee limitazioni delle attività aeroportuali. Le ispezioni effettuate in quelle circostanze non avevano portato al ritrovamento di dispositivi esplosivi o altri materiali sospetti, ma avevano comunque reso necessaria l'attivazione dei protocolli previsti per questo tipo di emergenze.
Tra i voli coinvolti figuravano almeno quattro voli della compagnia Ryanair, compreso un altro servizio tra Dublino e Roma, oltre ad aerei operati da Sas, Lot e Wizz Air. A Fiumicino, in particolare, due velivoli Ryanair erano stati sottoposti a operazioni di bonifica in seguito a una segnalazione anonima, mentre in Polonia un aereo della compagnia Lot, decollato da Londra-Heathrow, era stato deviato dall'aeroporto di Varsavia-Chopin verso quello di Varsavia-Modlin. Le misure adottate avevano comportato disagi operativi, ma le verifiche non avevano confermato la presenza di ordigni.
Ulteriori episodi erano stati registrati in Bulgaria, dove due aerei in arrivo a Sofia erano stati sottoposti a controlli dopo segnalazioni inviate via e-mail al Ministero dell'Interno, secondo quanto riferito dalla polizia di frontiera. Il giorno precedente, inoltre, un volo Wizz Air partito da Londra-Luton e diretto alla capitale bulgara era stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza a Budapest, accompagnato da due caccia dell'aviazione militare ungherese. Anche questi interventi si erano inseriti nel quadro delle misure precauzionali adottate dalle autorità nazionali per fronteggiare minacce rivolte ai collegamenti civili.
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